L’orbita terrestre come Napoli…
6 05 2008Poche righe.
Guardate queste immagini… che ne dite? Proponiamo un inceneritore “spaziale”?
Cura, ut valeas.
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Poche righe.
Guardate queste immagini… che ne dite? Proponiamo un inceneritore “spaziale”?
Cura, ut valeas.
Poche righe.
Pare che con l’avvento di Raul Castro qualcosa cominci a cambiare. Ho letto che finalmente alcuni beni di consumo quali PC, telefonini ecc, possono essere acquistati dalla popolazione. I collegamenti internet sono ancora limitati ad alcuni enti e, fin quando ci sarà l’embargo USA, difficilmente si potrà godere di un accesso importante alla rete. Pare che si stia cercando di bypassare la cosa attraverso un collegamento sotto il mar dei Caraibi, verso il Venezuela.
Cura, ut valeas.
Caro Beppe Grillo, non sempre condivido le tue battaglie, ma questa volta sono daccordo con te. Mi riferisco al tuo articolo sulla decisione dell’Agenzia delle Entrate riguardo la pubblicazione dei dati dei contribuenti. Mi dispiace che sul tuo blog ci sia stata una così forte contestazione. Ne capisco come si possa definire un gesto di civiltà quello della Agenzia delle entrate.
Non parlo del tuo reddito. Ritengo che sia anche poco rispetto il tuo impegno.
Forse a coloro il cui guadango corrisponde a quello base, i famosi 1000€ al mese o poco più, non importa veder pubblicato il proprio dato. Che senso ha il confronto tra una categoria “allineata”, dove i redditi sono simili. Forse a coloro che purtoppo non trovano lavoro e sono incazzati, giustamente, con il mondo, sembra cosa giusta sbirciare e additare quel “bastado” del vicino che guadagna 2000€/mese o di più. Quello si che sta bene! Certo che ha potuto comprare la macchina nuova!
Esiste però una classe intermedia, quella di coloro che svolgono funzioni di quadro o dirigenti all’interno di piccole e medie aziende dove le retribuzioni sono addirittura segrete per contratto. Un dirigente o un quadro, all’atto dell’assunzione firma un contratto con cui prende l’impegno a non comunicare la propria retribuzione. A volte questo vale anche per i 6° livello. Non mi dilungo sull’impatto che questo potrebbe avere nei rapporti tra colleghi sul posto di lavoro.
I dati delle dichiarazioni dei redditi pare che siano già oggi consultabili da chiunque per altre vie.
Una cosa però è consultare i dati in un ufficio. Se lo fai è per un motivo ben preciso, ti devi scomodare e identificare. Un’altra cosa è scaricare centinaio di file con i dati “quasi sensibili” di persone così, come dire, per gioco …per non guardarsi i ca..zi propri. Quello che è avvenuto non è giusto. Ha detto bene Visco: ha avviato questa funzione del sito dopo le elezioni per non influenzare la campagna elettorale. E ci credo! Se lo avesse fatto prima Berlusca avrebbe avuto il 99% dei voti e sicuramente anche il mio.
Questa possibilità apre tantissimi scenari, oltre a quelli descritti da te, Beppe.
C’è un limite a tutto.
La trasparenza è una cosa importante e deve esistere, ma nei cofronti dei soggetti giusti. Ritengo che la pubblicazione della propria situazione economica su internet, quella del privato cittadino, non sia una cosa giusta. Perché debbo, come privato, essere traparente nei confronti del vicino di casa o del parente rompiscatole pronto a cambiare atteggiamento nei miei confronti (estremizzo) in funzione del reddito? Perché devo preoccuparmi che qualche malintenzionato possa prendere di mira la mia famiglia perché guadagno 3-4 mila€/mese (magari!) meritati. La finanza, se vuole, ha tutti i mezzi per indagare su di me e nei suoi confronti sì che sono trasparente.
Allora che senso ha la privacy? Perché le buste paga si danno in busta chiusa? Perché solo la magistratura può disporre alle autorità di guardare i conti correnti dei cittadini? Allora rendiamo di nuovo pubblici gli elenchi telefonici, anche quelli del cellulare. Perché non essere trasparenti anche su questo? Forse perché non vogliamo essere rintracciati o non vogliamo sentir squillare i telefoni per informazioni pubblicitarie? Non è forse meno grave rispetto a scaricare una lista di indirizzi con nome e congnome e redditi.
Altro che indagini di mercato! E’ possibile realizzare database di clienti target in funzione del prodotto in modo estemamente mirato. E poi via di pubblicità in buca! Anzi no …..stranamente in alcuni condomini non è consentita per legge. Che cosa strana… posso evitare che qualche azienda mi scriva, ma non che si vada a vedere il mio 730!
Vai cosi Beppe!
Cura, ut valeas!
Si, sicuramente queste notizia trova molto spazio sul web. Molti ne parlano e da molto tempo, ma per me è nuova. Ho usato Windows Vista e devo dire che sono rimasto colpito dall’interfaccia grafica. Molto accattivante, intuitiva. Mi piaceva soprattutto lo “scorrere” delle finestre…. sapete cosa intendo.
Questo fin quando non mi sono imbattuto per caso nel plugin Compiz, che ho installato su Ubuntu 8.04.
Ecco una dimostrazione da Youtube.
Non so quanti hanno visto Report domenica sera (27/05/08). Roba da non credere. Per chi fosse interessato l’invito è di collegarsi al sito ”report.rai.it“ e di provare a vedere questa puntata via web. Oltre al problema Alitalia e a come l’ingerenza politica ha distrutto un’ottima azienda nel giro di 10 anni, la cosa che mi ha indignato di più è il fatto che molte città stanno provvedendo a creare aeroporti “sotto casa” e quasi sempre con partecipazione pubblica. Ma che senso ha avere un aeroporto ogni 50km? Perché non si migliorano le infrastrutture di collegamento verso aeroporti più grandi, poco più distanti? Chi redige le valutazioni di impatto ambientale?
E’ praticamente impossibile, descrivere in questo piccolo post tutto il messaggio lanciato dalla Gabanelli, giornalista che apprezzo e stimo tantissimo, e nemmeno ne ho l’intenzione. Poche cose le voglio però riportare.
In Spagna ci sono tanti aeroporti quanto in Italia. Tutti in attivo. Si alimentano a vicenda. Operano all’interno di un piano integrato dei trasporti che fa sinergia con le ferrovie. Una sola società li gestisce tutti. Non si fanno concorrenza a vicenda. Entro i 500-600km è preferito l’uso del treno. Una distanza come Roma-Milano è percorsa in 2 ore!!! In terza classe (che corrisponde ad una nostra prima..vedete il servizio) il biglietto fatto via internet costa 40€!!
Cosa incredibile: lo Stato non tira fuori un euro. I costi sono sostenuti dalle compagnie aeree e dai biglietti.
In Italia? Ogni città vuole il suo aeroporto. Si va contro le normative comunitarie per quanto riguarda le procedure di gestione ecc. Su 45 (o 47 non ricordo) aeroporti solo una ventina sono in attivo. Quello di Taranto fa 10 passeggeri l’anno!!! E vuole espandersi. Ogni aeroporto è gestito da una società diversa, a partecipazione pubblica…indovinate chi paga? E i famosi voli low-cost? Si li paghiamo noi poiché gli aeroporti fanno a gara per chi si accaparra i passeggeri e paga alle compagnie un premio in funzione dei passeggeri che portano! (Vedi Alghero e Ryanair…10mil di euro all’anno!). E che fa Ryanair? si oppone al prestito ponte di Alitalia perché è un aiuto pubblico! Siena vuole il suo aeroporto, da realizzarsi in un’oasi turistica. L’aeroporto Pisa, in attivo, è a 80km ed in treno ci si arriva in un’ora e mezza!!
Non so che parole usare per commentare. So solo che..anzi temo e spero di sbagliare, questa trasmisisone non durerà tanto….
Forza Gabanelli.
Cura, ut valeas.