about

Vediamo un po…. come potrei descrivermi. In genere non mi riesce bene. Preferisco che siano gli altri ad esprimere un giudizio. 

Vivo a Torino, splendida città sotto alcuni aspetti, brutta per altri. Tra le mille difficoltà quotidiane ho deciso di dedicare qualche minuto alla settimana a questo “diario” del web 2.0. E’ difficile. I contenuti che mi piacerebbe sviluppare ed approfondire sono talmente tanti!

Il lavoro ed altri impegni mi sottraggono non le forze fisiche, ma le idee. Svolgo un lavoro che fortunatamente mi piace. Quasi quasi lo considero un hobby e tutte le volte che c’è un problema o una nuova attività, mi assorbe talmente tanto che sembra che non esista altro. Chi ha fatto l’università potrebbe paragonare questa sensazione a quella che si prova nei giorni precedenti ad un esame col professore più tosto.

Età? 38. E’ cambiato tutto. Al liceo pensavo a cosa avrei fatto a questa età. C’erano molte aspettative ed un’ampia scelta di strade da percorrere. Anni stupendi. All’università il chiodo fisso era la laurea. Un obiettivo, quasi un fine ultimo da perseguire ad ogni costo, non necessariamente con una media alta. Lo scopo era finire per cominciare a lavorare il più presto possibile e alleggerire il carico economico dei miei genitori.

Si mise di mezzo il servizio militare che fortunatamente ebbi la fortuna di compiere come Ufficiale. Un’esperienza incredibile. Ha cambiato radicalmente il mio carattere infondendomi più sicurezza senso di responsabilità.

Finalmente i colloqui di lavoro. Prima presso grandi aziende. Avete presente quegli esami del tipo “cammini seguendo la linea delle mattonelle? Vuoi bene ai tuoi genitori? ecc ecc. Niente da fare. Non andavo bene. (Oggi ringrazio!) 

Poi fu una media azienda ad “accogliermi”. Dopo meno di un’ora di colloquio (uno solo) ero stato assunto. Non vado oltre. Un po di carriera l’ho fatta. Poca. Non sono un mega manager, ma sto bene. 

Dicevo, tutto è cambiato. E ora? i prossimi obiettivi quali sono? Al momento c’è solo uno: la famiglia. E’ quotidiano. Un impegno costante, giorno dopo giorno, ma che sta dando grande soddisfazione. La mia paura però è di essermi “fermato”. Non saprei rispondere alla domanda: “dove ti vedi tra dieci anni?”. Che fine a fatto quell’entusiasmo, quella voglia di cambiare il mondo che si aveva a vent’anni? Oggi mi sembra di scendere continuamente a compromessi, di accontentami, di rassegnarmi di fronte a tante situazioni.

Gli ultimi anni sono passati con una velocità ed una “uniformità” incredibile. Non riesco a distinguere tra i ricordi del 2004 o del 2005, sembrano uguali e incredibilmente vicini mentre se guardo un film anni ‘80 mi sembra che sia passato un secolo. Ecco, la memoria! Una cosa che si va via via aggiungendo è la memoria. Il fatto di poter guardare ad un sempre più “ampio” passato da cui attingere storie tipo “ricordi quella volta che…..” quando ti incontri con i vecchi amici. L’aspetto. Il confronto con le foto alle varie età marca un evidente cambio di aspetto: ci si vede più maturi. Fa uno strano effetto accorgersi di assomigliare a tuo padre o a tua madre, quella figura adulta che ti dava sicurezza negli anni dell’adolescenza. 

Ogni tanto mi fermo e rileggo quello che ho scritto. Mi sembra che sto dando a questa breve descrizione un tono alquanto malinconico, nostalgico. No, non è questa l’intenzione e mi fermo qui! A 38 anni mica si è vecchi! Si è nel pieno delle forze!

Davide

Cura, ut valeas.

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