Ed ora vedremo.
20 04 2008Non mi unirò al coro delle critiche o a chi si dispera. Ormai è fatta, ma ancora una volta voglio provare ad essere ottimista.
Gli italiani hanno scelto lo schieramento che sarà la prossima guida del Paese. Nella prima settimana dopo le elezioni si è sentito di tutto. Che siamo un popolino ignorante, che ci siamo lasciati “abbindolare” da promesse irrealizzabili, che quello della Lega è solo un voto di protesta. La verità che è emersa, secondo me, è che il centro sinistra ha pagato a caro prezzo il non aver saputo cogliere ed interpretare il malcontento della popolazione. Troppi sono i personaggi a sinistra che sono immobilizzati da una ideologia che non trova applicazione nella realtà, che va contro ogni regola del mercato.
Forse ora quelli della Sinistra Arcobaleno hanno compreso che il loro modo di fare politica non funziona. Che il linguaggio articolato e complesso di Bertinotti & Co, è lontano anni luce da quello di coloro che vogliono rappresentare. Che ogni tanto occorre scendere a compromessi, che è meglio installare qualche inceneritore che arrivare a quello scempio che ha danneggiato Napoli e l’immagine dell’Italia nel mondo.
Veltroni questo lo aveva capito e aveva fatto l’unica scelta giusta e coraggiosa. Purtroppo ha pagato lo scotto di appartenere politicamente allo schieramento uscente, reduce da due anni cattivo governo durante i quali sicuramente si è agito positivamente sul fronte dei conti pubblici, ma non si è dato vita a quell’ondata di cambiamento profondo che era stata anniunciata nel 2006.
Credo che l’Italia abbia perso una grande occasione, quella che i nostri cugini spagnoli stanno vivendo con entusiasmo.
Tuttavia è emerso un nuovo scenario. Il centro destra ha vinto. E lo ha fatto con un distacco notevole. Per la prima volta in Italia c’è la possibilità di voltare pagina. Una maggioranza così forte avrà la possibilità di durare quanto basta, almeno per i prossimi cinque anni, per vedere i risultati del proprio operato ovvero di portare a termine quegli interventi che si realizzano nel medio-lungo periodo. Parlo di infrastrutture, di riforme nella Pubblica Amministrazione ecc. Parlo della stabilità, condizione necessaria su cui si regge qualsiasi azione di governo.
Non credo che condividerò tutte le scelte ed i provvedimenti del prossimo governo. D’altronde coloro che non la pensano come me non avrebbero condiviso alcune scelte di Di Pietro e Veltroni, ma se la ricaduta di scelte da me non condivise sul piano ideologico, portassero a evidenti vantaggi per l’Italia, le accetterò.
Io non penso che gli italiani siano ignoranti. Questa volta avranno tutto il tempo osservare e valutare e forse tra cinque anni, se lo riterranno opportuno, faranno ritornare in Parlamento quelle forze oggi escluse.
Cura, ut valeas.











