Condividere la posta con Thunderbird tra Linux e Windows

31 01 2008
Qualche giorno fa ho scritto di un mio nuovo tentativo di passare definitivamente a Linux, in particolare alla Ubuntu 7.10, anche al lavoro. Ho cercato di lasciare una porta aperta alle emergenze ed ho creato anche una partizione per Windows… non si sa mai.
La prima difficoltà: la posta elettronica. Ho quasi 7Gb di email attorno alle quali ruota la mia attività quotidiana.
Ho risolto così: ho partizionato il disco in una sezione 50Gb per Windows XP, una sezione di 50Gb per Linux più la solita di swap ed il resto (circa 50Gb) per i dati formattandola in FAT32 rendendola così accessibile ad entrambi i sistemi. Su quest’ultima, che in Ubuntu monto all’avvio come “/dati”, ho posizionato le email di Thunderbird (/dati/posta/Thundrbird/Profiles…./LocalFolder). Poi ho installato Thunderbird nei due sistemi operativi ed ho assegnato quel percorso di ricerca alle cartella di posta in “impostazioni account-server ecc”.
Così facendo indipendentemente dall’ambiente in cui opero, ho sempre la mia posta! Unico neo quello di dover ricostruire sempre gli indici della posta in arrivo dopo il passaggio da un sistema all’altro.
Il secondo problema che ho avuto è stato con il gestionale aziendale, risolto anche questo accedendo al server con i miei dati utente da una sessione tipo “terminal” .
Per ora quindi tutto bene!

Cura, ut valeas!



Per chi crede ancora che Office sia insostituibile…

30 01 2008
Poche righe su un tema ampiamente trattato e, se volete, un’altra testimonianza.
Ho cominciato a scrivere al computer nel lontano 1990. In quegli anni i programmi di scrittura più usati (su piattaforma Dos/Windows) erano l’EDIT del DOS e WORDSTAR. Poi sono passato al LaTeX ed infine a MS Word 2.o.
Da allora non ho conosciuto altro che Word 2.0 fino al 6.0 per poi passare alla versione Office ‘97, 2000, XP ed infine Office 2003 (ultimo pacchetto acquistato). Poi, dal 2004 ho deciso di provare OpenOffice. Ebbene, non ho più sentito la mancanza di Word, Excel o PowerPoint.
Sicuramente l’uso che faccio di questi programmi non è complesso e non richiede integrazione con altri sistemi Microsoft, ma per analizzare scenari al variare di certe variabili Calc va più che bene, così come anche Writer per i documenti: sono numerose ormai le relazioni tecniche che ho scritto, le lettere, manuali ecc. Soprattutto non riuscirei più a fare a meno della funzione di esportazione in pdf direttamente dal documento!
Sono quasi riuscito a far si che l’azienda presso cui lavoro usi prevalentemente OpenOffice.

Provare non costa nulla! “http://it.openoffice.org/download/

Cura, ut valeas!


Dopo un anno di mysky…

27 01 2008
Vorrei condividere una esperienza positiva. Da circa un anno ho aderito a MySKY, il servizio di SKY che consente di registrare i programmi TV su hard disk. Ebbene, posso dire che è veramente cambiato il mio modo di vedere la TV! Forse è una delle poche volte che mi ritrovo con quanto pubblicizzato.

A me che piace molto la TV, con l’aumentare degli impegni quotidiani, era diventato difficile poter vedere un film che iniziasse alle 21:00. Per non parlare poi delle serie televisive. Non ne avevo mai seguito una per il timore che non sarei riuscito a vedere le puntate successive.
Tutto questo è diventato un ricordo! Ora posso programmare la registrazione di quello che mi interessa, anche da internet, collegare le serie e finalmente decidere io l’ora in cui vedere i programmi.
Qualcuno potrebbe dire che faccio pubblicità gratuita, però non posso negare di essere soddisfatto di questo servizio anche se so, leggendo qua e la sui vari newsgroup, che ci sono delle persone che hanno avuto disavventure con SKY.
Sarebbe bello se un servizio simile per le trasmissioni satellitari non fosse detenuto in regime di monopolio da un solo fornitore, ma purtroppo per ora è così. Seriamo che le IPTv diventino competitive e soprattutto affidabili, ma questo credo che dipenda dalla infrastruttura delle ADSL.

Cura, ut valeas!



Un’altro passo verso l’abbandono di Windows…

19 01 2008
Ormai sono due anni e mezzo che per uso “domestico” opero con soddisfazione con MacOS X sul mio Powerbook G4.
All’inizio mi sono sentito spaesato, non conoscevo nessun comando e non riuscivo a raccapezzarmi con la struttura delle cartelle, delle applicazioni ecc.
Soprattutto mi preoccupava la reperibilità del software: esisterà un programma che faccia questa o quella determinata cosa?

Ebbene, posso dire che ho trovato tutto quello che mi serviva! Programmi per gestire video, immagini, elaborazione di testi e fogli di calcolo. Per non parlare di iTunes con il quale, grazie alla Airport Express posso comandare l’Home Theatre in wireless!

Ora posso dire che al lavoro, sul mio Notebook Acer, ogni tanto mi scappa qualche combinazione di tasti nella speranza di operare più velocemente!

Non sono sicuramente contro Windows per partito preso. Quello di Microsoft era ed è un buon sistema operativo. Solo che piace valutare qualcosa di alternativo e dimostrare che volendo si può anche fare a meno del software di Redmond.

Oggi ho compiuto un altro passo verso l’abbandono di Windows: ho installato Ubuntu 7.10 sul mio Notebook Acer Aspire 5610Z (5613ZWLMi).
L’installazione è stata facilissima anche se purtroppo ci sono stati dei problemi non appena ho cercato di configurare la scheda wireless, ma dopo qualche ora di ricerca e prove (qui [
1,2] ho trovato quello che mi serviva) mi sono collegato a internet con il wifi!

In pratica ora grazie ad Openoffice (che tra l’altro uso ormai da 3 anni), TheGimp e qualche applicazione che gira grazie a wine, spero di non dover tornare a Windows.
Un problema potrebbe essere rappresentato dal software gestionale che abbiamo in azienda e da un visualizzatore di file dwg, ma da lunedì comincerò a testarli.

Da un punto di vista hardware devo testare ancora la webcam incorporata, ma non è che ne faccio un grande uso.

Un’altro passo, dunque. Eppure non sono molto fiducioso perché non è la prima volta che al lavoro cerco di sostituire Windows per poi ritornarci dopo qualche mese. Che sia la volta buona?

Cura, ut valeas!



Alitalia, addio compagnia di bandiera?

1 01 2008
Ebbene si, il Governo ha dato il via libera alla trattativa con Air France- KLM.
Di questo si è parlato molto, sotto molti aspetti. Anche il Blog di Beppe Grillo ha affrontato l’argomento.
Siamo dunque destinati a perdere la compagnia di bandiera? Io mi chiedo se questo fremito di nazionalismo insito nella domanda (che in fondo anche io mi pongo) sia giustificato.
Oggi il mercato dei trasporti è globale ed è estremamente difficile per Alitalia competere a livello internazionale con i vettori più importanti: Air France-KLM, Britisch Airways, Lufthansa, American Airlines ecc. Per competizione mi riferisco sia a quella del prezzo del viaggio che a quella dei servizi offerti.
Inoltre il parco velivoli di Alitalia è molto vecchio e necessita di un urgente rinnovo mediante l’inserimento di nuovi modelli di velivoli oggi disponibili al fine di:
  • aumentare il livello di confort di bordo
  • di ridurre i costi legati alla manutenzione
  • allinearsi ai nuovi e stringenti livelli di impatto ambientale che l’Unione Europea sta per deliberare.
Forse entrare a far parte della più grande compagnia aerea del mondo gioverà ad Alitalia.
Il piano di rinnovo proposto è molto interessante.
E’ da sperare che si pongano forti paletti che evitino che Alitalia diventi la compagnia low-cost del gruppo limitata ai voli nazionali e che rilancino Malpensa (impresa ardua).

Eppure non mi rassegno a chiedermi se tutto questo si poteva evitare. Se i governi degli ultimi 10 anni avessero avuto più coraggio nell’affrontare il problema adottando piani industriali di medio-lungo periodo improntati alla riorganizzazione, all’investimento e, perché no, anche alla riduzione del personale, si sarebbe potuto evitare il peggio?
Parlare di riduzione del personale in Italia è sempre “pericoloso” per chi governa. Non è che sia questo il motivo per cui nessuno ha mai fatto niente? E i sindacati, sempre sul piede di guerra ogni volta che si è parlato del problema Alitalia, ora che faranno? Accetteranno gli esuberi (migliaia) che ora qualcun altro imporrà?

Cura, ut valeas